Annullare Sospendere Pignoramento

Come Annullare o Sospendere un Pignoramento sul Conto

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Come abbiamo già accennato nel nostro precedente articolo, siamo in un particolare momento storico in cui il Fisco ed Equitalia si sono organizzati per soddisfare al meglio il proprio credito nel confronti dei Contribuenti, attraverso il Pignoramento Stragiudiziale.

In seguito, infatti, alle restrizioni sulle Iscrizioni Ipotecarie approvate nella Legge Delega in vigore dal 2012, è aumentato l’ammontare del Debito minimo perché possa essere iscritta Ipoteca e poi, nel 2013, si è vietato ogni Pignoramento Immobiliare per somme inferiori ai 120.000,00 €.

Le iscrizioni Ipotecarie, allo stato attuale, vengono effettuate solo a garanzia del credito. In parole povere, per via dei limiti o del valore di mercato, non si potrà disporre dell’immobile ma ne sarà comunque vietata la vendita all’asta.

Se a ciò aggiungiamo l’incredibile declino dei valori immobiliari, e del prezzo delle case, è abbastanza chiaro che alla vecchia Equitalia sia convenuto orientarsi sui crediti che i terzi vantano nei confronti del Contribuente o, ancor più facilmente, sulle somme depositate in Banche od Istituti Finanziari. Il metodo più efficace per soddisfare un credito tributario è quello, quindi, di ricorrere all’istituto del Pignoramento presso Terzi.

In entrambi i casi il Contribuente vede congelarsi i suoi beni mobili (somme di danaro).

Dopo 60 giorni di inattività, poi, i crediti vantati nei confronti di terzi  e le somme depositate in Banca vengono versati direttamente nelle casse dell’Erario, non interamente ma “fino alla concorrenza dell’intero debito”; tutto ciò, fortunatamente, con dei limiti che servono a preservare il Contribuente ed a garantirgli un seppur minimo tenore di vita.

Come se non bastasse è permesso, solo all’Ente di Riscossione – Equitalia, di utilizzare una particolare Procedura di Pignoramento presso Terzi totalmente Stragiudiziale (previsto dall’art. 72-bis del D.P.R.602/1973 ed in vigore dal gennaio 2008).

Non vi è alcun coinvolgimento, in sintesi, del Giudice, come nel Pignoramento “Giudiziale”, venendo a mancare tutte le garanzia processuali.

In questo clima di incertezza, che lascia il Contribuente privo di garanzie (a meno che non versi immediatamente la somma dovuta oppure la rateizzi), è difficile capire come limitare o fermare l’azione di Equitalia e, soprattutto, come difendersi verificando la legittimità degli Atti che ingeriscono nella sfera patrimoniale del Contribuente.

COME EQUITALIA BLOCCA I PAGAMENTI O LE SOMME DEPOSITATE

La Procedura di Pignoramento Stragiudiziale, di cui sopra, prevede che Equitalia – Agenzia della Riscossione, dopo aver notificato una cartella di pagamento che è un titolo esecutivo assimilabile al precetto civile, non deve citare il terzo davanti al Giudice dell’Esecuzione e non deve attendere l’udienza (come qualsiasi Creditore in ambito civilistico).

Al contrario, potrà Pignorare un credito, o direttamente il conto corrente, al decorso di 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento (sono previsti ulteriori 30 giorni che servono a verificare eventuali pagamenti avvenuti dopo la notifica dell’atto esattoriale).

L’Ente di Riscossione, in sintesi, notifica l’Atto di Pignoramento, primariamente, all’Istituto Bancario (in caso di pignoramento del Conto) e, successivamente, al Contribuente, invitandolo a versare l’importo entro il termine di 60 giorni.

Ovvio, ma ciò non vuol dire che la procedura venga sempre rispettata, che la Notifica deve avvenire secondo le prescrizioni tributarie, in caso contrario l’Atto non può produrre effetti.

Se il Contribuente non assolve al pagamento della somma dovuta, entro il termine previsto nell’Atto di Pignoramento, Equitalia ordinerà all’Istituto Finanziario di versargli l’importo senza atten-dere alcuna autorizzazione da parte del Giudice, non intervenendo l’assegnazione delle somme.

Il procedimento, con questi accorgimenti, è diventato decisamente più veloce e snello.

COME SBLOCCARE IL PROPRIO CONTO IN BANCA

Innanzitutto, è doveroso ricordarlo, non è interdetta la disponibilità dei Crediti, o del danaro sul Conto, se il Contribuente ha ricevuto solo un Preavviso di Pignoramento.

 Questo Atto, esattamente come l’Intimazione od il Sollecito di pagamento, ha la mera funzione di abilitare il Concessionario della Riscossione (come per il Fermo e l’Ipoteca) a procedere ad iscrivere, e poi notificare, il Pignoramento o gli altri atti dell’Esecuzione.

Per Sospendere gli effetti del successivo Atto di Pignoramento presso Terzi, se si ritiene di aver già pagato il dovuto o che sia intervenuta la prescrizione prima dell’iscrizione a ruolo del debito, si può presentare il buon vecchio Modulo di Sospensione entro 60 gg. dall’avvenuta Notifica (il Modulo è scaricabile dal sito web della vecchia  Equitalia e ne abbiamo già parlato in un precedente articolo). Se non si riceve una risposta entro 220 giorni, il Pignoramento viene annullato.

Volendo si potrebbe presentare, lo stesso Modulo, anche se non si è sicuri che la Prescrizione sia intervenuta (anche perché è difficile avere un’idea chiara di cosa si intenda per Prescrizione Tributaria, addirittura pregressa all’esecutività del Ruolo). Nel frattempo, anche se si ottenesse una risposta Prima dei 220 gg., si guadagnerebbe del tempo per ricostruire bene lo storico degli Atti presumibilmente notificati da Equitalia, spesso difficile per i suoi stessi funzionari, e per verificare che non vi siano anomalie nella procedura di Riscossione e quindi di Esecuzione.

La domanda, dunque, sorge spontanea: Come si può sbloccare il proprio Conto o Credito?

  1. Per la somma sulla quale è stato iscritto il Pignoramento è possibile richiedere una rateizzazione, o rinegoziarla/prorogarla se il contribuente ne ha già una, regolare, in essere.

Al pagamento della prima rata è possibile richiedere alla vecchia Equitalia (online od a sportello) una sospensione della Procedura per poter riavere, successivamente, disponibilità del proprio Credito o del danaro depositato nel proprio Conto.

Naturalmente bisognerà essere sempre puntuali nei pagamenti come ricorda la stessa

Equitalia: “D.P.R. 602/1973, art. 19, comma 1- quater: “ Ricevuta la richiesta di rateazione,

l’Agente della riscossione … a seguito della presentazione di tale richiesta non possono  

essere avviate nuove azioni esecutive sino all’eventuale rigetto della stessa e, in caso di

relativo accoglimento, il pagamento della prima rata determina l’impossibilità di proseguire

le procedure di recupero coattivo avviate precedentemente…”.

  1. Altro rimedio utilizzabile, per annullare il Pignoramento appena notificato, è verificare che al suo interno siano presenti tutti gli elementi essenziali di un Atto Amministrativo (ex artt. 1 e 7, Statuto del Contribuente – L. 212/2000) e che sia ben chiaro il motivo per cui, partendo dalla Cartella Esattoriale, Equitalia sia arrivata al Pignoramento.

Insomma dopo un attento studio sulla validità dell’Atto di Pignoramento e degli atti su cui si basa,è possibile impugnarlo ed ottenerne l’annullamento davanti al Giudice dell’Esecuzione.

Forse però, è doveroso ricordarlo, la principale necessità dei Contribuenti è quella di riavere disponibilità del proprio Credito o danaro sul Conto e, quindi, la prima azione da intraprendere è di sicuro quella di Sospendere gli effetti dell’Atto e, nel mentre, attivarsi per verificare la possibilità di contestarlo in Giudizio.