Consulenza Tributaria

La definizione agevolata delle Cartelle Esattoriali. Cosa viene rottamato e quando

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La disciplina relativa alla Definizione agevolata delle cartelle esattoriali  (detta anche “Rottamazione”, in gergo) affonda le sue radici nel D.L. 193/2016, poi convertito in Legge n. 225/2016 non senza una moltitudine di modifiche e specificazioni.

A porre rimedio alle continue carenze di trasparenza sull’ambito applicativo sono intervenute, più volte, circolari esplicative della Agenzia delle Entrate, della stessa Equitalia e da ultimo del CNDCEC.

Ad oggi è quindi possibile tracciare con più chiarezza le linee di demarcazione tra ciò che è possibile “scontare” dall’importo indicato in una Cartella Esattoriale e ciò che invece è obbligatorio pagare. Altrettanto importante risulta l’identificazione dei parametri temporali che permettono di usufruirne.

SOMME CHE VENGONO “ROTTAMATE” E NON DEVONO ESSERE PIU’ VERSATE

  • Somme a titolo di sanzione (ovvio che gli importi relativi alle violazioni del codice della strada vanno invece pagate in quanto costituiscono in sé la quota capitale, anche se sono sanzioni);
  • Importi relativi agli interessi di mora e quelli aggiuntivi sui crediti previdenziali.

SOMME DA PAGARE

  • Crediti affidati ad Equitalia a titolo di capitale e successivi interessi legali, mai calcolabili sulle sanzioni (naturalmente restano comprese anche le somme relative alla ritardata iscrizione a ruolo);
  • importi relativi all’aggio dovuto all’Agenzia della riscossione per il suo operato, da calcolarsi al 9 % per i Ruoli pre-modifica del 2016 e al 3/6 % per quelli successivi (resta chiaro che la percentuale dovuta è da calcolarsi solo sulla quota capitale e sugli interessi da ritardata iscrizione a ruolo);
  • spese di rimborso per la notifica e/o la cancellazione delle procedure esecutive, nonché quelle relative alla notifica della cartella di pagamento;
  • restano dovute, infine, le somme relative al recupero degli aiuti di Stato, quelle relative all’ i.v.a. riscossa all’importazione ed i crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti.

QUALI CREDITI E CARTELLE RIGUARDA

  • Ruoli o carichi affidati, intendendosi valida la data di consegna, a qualsiasi Concessionario della Riscossione (non solo ad Equitalia) tra il 01/01/2000 ed il 16/12/2016;
  • è importante la consegna del ruolo e non la notifica della cartella, che può avvenire a posteriori.

QUALE E’ LA SCADENZA PER RICHIEDERLA ED ENTRO QUANDO RISPONDE L’ENTE

  • I moduli contenenti le “dichiarazioni” o domande di definizione agevolata vanno presentati all’Ente di riscossione competente entro il 31 marzo 2017;
  • il riscontro di Equitalia, od altro Ente, deve pervenire entro il 31 maggio 2017.

DILAZIONI DEL PAGAMENTO DELLE SOMME DA PAGARE

  • Innanzitutto si può accedere alla Dilazione delle somme “rottamate” anche se esiste una precedente rateazione. E’ necessario, però, fornire prova della regolarità dei versamenti e far comparire anche le cartelle già rateizzate nella dichiarazione di definizione agevolata;
  • oltre che in un’unica rata, gli importi ammessi alla definizione possono essere pagati accedendo ad una dilazione massima di 5 rate (con interessi relativi);
  • le prime 3 rate, che devono essere pari al 70% degli importi dovuti, dovranno corrispondersi nei mesi di luglio, settembre e novembre dell’anno 2017;
  • le restanti 2 rate, pari al 30% degli importi dovuti, dovranno corrispondersi nei mesi di aprile e settembre dell’anno 2018.

DECADENZA DALLE AGEVOLAZIONI

  • mancato, insufficiente o tardivo versamento anche solo di una rata relativa al piano di dilazione della Definizione agevolata.

Tra i principali effetti della nuova disciplina relativa alla “rottamazione” delle vecchie cartelle esattoriali, infine, non è da sottovalutare quello Sospensivo. Con la presentazione del Modulo, infatti, Equitalia è obbligata ad interrompere la sua azione esecutiva e non può neanche avviare nuove azioni di recupero fino a che non abbia risposto alla domanda di Definizione agevolata.