Equidebiti Consulenza Debito Milano

La Cartella Esattoriale si può impugnare oltre i 60 giorni, basta contestare la validità dell’atto e non la somma indicata

Sei un Professionista? Sei interessato ai nostri servizi di analisi e di pareristica? Contattaci. Abbiamo già tanti partner in tutta Italia.

Per riuscire ad impugnare un atto esattoriale, nelle sedi opportune, oltre i termini previsti dalla Legge è necessario identificare bene in che fase ci si trova ed il motivo per cui si contesta un atto.

Facendo il punto della situazione è doveroso specificare che non può essere più contestato il Merito, ovvero il metodo usato per determinare l’ammontare del tributo dovuto, se si superano i termini previsti per l’impugnazione.

La determinazione del dovuto, comunque, rileva poco quando si parla di cartelle od altri atti esattoriali. E’ vero, infatti, che la contestazione della somma, che il Fisco ha richiesto di pagare, si ferma nella prima fase di Accertamento e, decorsi i 60 giorni dall’Avviso, l’ammontare del debito diventa “definitivo”.

Compreso, quindi, che non ci troviamo nella prima fase ma, piuttosto, in quella della Riscossione, è abbastanza chiaro che l’errore, eventualmente, lo avrà commesso Equitalia/Agenzia della Riscossione.

Ciò significa che sarà solo l’atto esattoriale ad essere annullato, che il responsabile sarà solo l’Ente di Riscossione e che l’illegittimità evidenziata, e quindi il motivo per contestarlo, sarà di natura procedurale o riguarderà gli elementi essenziali dell’atto stesso.

DI CHE FASE SI TRATTA E PERCHE’ E’ SEMPRE PERMESSO IMPUGNARE

La fase di cui parliamo, portata avanti solo dall’Ente della Riscossione, coincide con la Procedura dell’Esecuzione (non forzata) ed è civilmente, e quindi anche in diritto tributario, basata su un titolo esecutivo.

Questo titolo deve contenere una pretesa ben definita, i termini per difendersi, l’autorità giudiziaria competente e la motivazione del debito maturato. Più semplicemente si chiama Atto Esattoriale e può essere: una Cartella, un’Intimazione o Avviso di Pagamento, una Ipoteca, un Fermo o un Pignoramento.

Quando Equitalia/Agenzia della Riscossione inizia a richiedere il pagamento di una somma, ormai determinata, “esegue” (da cui “esecuzione di un credito”) od “attua la procedura” per soddisfare il credito, fino ad arrivare alla sua forma più aggressiva che è l’Esecuzione Forzata con prelievo diretto dei beni dell’indebitato. E’ da questo momento che le illegittimità delle azioni, o degli atti, che fanno parte dell’Esecuzione, possono essere fatte valere senza che scada alcun termine. L’unica eccezione, che rileva solo dal punto di vista formale, è costituita dalla contestazione (come motivo) della notifica di tali atti, che segue un altro iter incorporabile comunque in una unica Opposizione.

Nel prossimo articolo chiariremo quale modalità di Opposizione permette di impugnare senza scadenze gli atti esattoriali.