Notifica per PEC Cartelle Equitalia

Perché la Notifica per PEC può far Annullare una Cartella Esattoriale

Sei un Professionista? Sei interessato ai nostri servizi di analisi e di pareristica? Contattaci. Abbiamo già tanti partner in tutta Italia.

COSA SI INTENDE PER NOTIFICA PEC E LA SUA RILEVANZA IN CAMPO TRIBUTARIO

Quando il Fisco, più in specifico Equitalia, vanta un Credito nei confronti di un Contribuente, affinché questo venga estinto, col pagamento del danaro preteso, non basta indicarne l’ammontare in un Atto che presenti tutti gli elementi Formali.

E’, infatti, necessario, trattandosi di un Credito Pubblico e non privato, che vengano rispettate determinate procedure, la principale delle quali è la Notifica.

In diritto Tributario, che deve molto a quello Amministrativo, Notificare non significa semplicemente “rendere nota” una azione intrapresa da un soggetto specifico ma, bensì, è con il perfezionamento della Notifica che si “porta a conoscenza” di un Contribuente il proprio debito. 

Solo se la notifica è valida, quindi, l’Atto esiste.

E’ con “la conoscibilità legale” dell’atto Esattoriale, configurabile solo con il coinvolgimento di un Pubblico Ufficiale (messo Notificatore),  che si costituisce l’obbligo di provvedere al pagamento di una somma entro un termine (spesso di 60 giorni).

Pertanto “giuridicamente” il Credito vede la luce al verificarsi del mancato versamento di un tributo ma l’obbligo a pagarlo nasce solo se i seguenti elementi principali vengono ad esistenza:

  1. Atto formale che contenga tutte le caratteristiche essenziali e previste per legge;
  2. Notifica perfezionata ed avvenuta conoscenza, secondo le normative strettamente tributarie.

I requisiti formali ed essenziali di una Cartella Esattoriale sono elencati negli artt. 1 e 6 del D.M. n. 321/1999 e nell’articolo 7, commi 2 e 3 della L. n. 212/2000 (Statuto del Contribuente).

La disciplina della Notifica è contenuta nell’art. 60 del D.P.R. n. 600 del 1973 e sue integrazioni.

PERCHE’ LA NOTIFICA PER PEC E’ INVALIDA O NULLA

Il messo Notificatore deve, primariamente, recarsi presso il domicilio fiscale del Contribuente (abitazione, ufficio, azienda) e, trovando lui od un familiare convivente, conferire “pubblica fede” al ritiro dell’Atto conforme all’Originale redigendo la cosiddetta Relata di Notifica e attestando la data, l’ora e luogo di consegna dell’Atto nelle mani del Destinatario, che appone la sua firma sulla stessa relata.

E’ possibile, però, dal 1° giugno 2016 (D.L. 159/2015) Notificare un Atto Esattoriale anche per posta elettronica certificata (PEC) ai contribuenti privati, se ne fanno richiesta, ed alle aziende e professionisti.

Per questi ultimi è, ormai, l’unica procedura di Notifica possibile, utilizzando gli indirizzi contenuti nell’archivio INI-PEC a cui ha accesso qualsiasi amministrazione pubblica

Se l’indirizzo PEC non risulta attivo, o se la memoria di archivio è piena, la Notifica si esegue con deposito dell’Atto Esattoriale presso gli uffici della Camera di Commercio locale e successiva pubblicazione dell’avviso di deposito sul Sito della stessa che, poi, viene inviato al Contribuente per Raccomandata a/r.

Il requisito fondamentale di qualsiasi Atto Amministrativo – Esattoriale resta, però, non rispettato. Infatti una cosa è inviare un “testo” di una mail per PEC, un’altra è Notificare, allegandolo, un Atto.

In quest’ultimo caso, infatti, non basta l’attestazione di “avvenuta consegna” della PEC. Necessita, come previsto dai protocolli sulla firma digitale degli Atti Pubblici, una certificazione che attesti che la sottoscrizione dell’Atto, da parte di un pubblico funzionario, sia autentica.

In mancanza di tale certificazione, e con la mera presenza dell’allegato costituito da una copia dell’Atto, la Notifica per PEC è da considerarsi Nulla, con la consequenziale inesistenza del Debito che portava a conoscenza del Contribuente.

Per confermare l’avvenuta notifica, dunque e come previsto anche da Sentenza di Cassaz. Sez. Lav. n. 20072 del 07/10/2015, devono verificarsi due requisiti:

  • Ricevuta di accettazione ed avvenuta consegna
  • Conformità all’originale dell’Atto allegato

Solo la produzione degli Atti originali garantisce l’integrità e l’immodificabilità degli stessi, così come previsto dall’art. 20 del D.Lgs. n. 82/2005.  Le copie semplici, invece, non possono attribuire “pubblica fede” all’Atto ed alla sua Notifica.

RECENTI CONFERME GIURISPRUDENZIALI

CTP di Milano, sent. n. 1023 del 03/02/2017.

“…Come noto, il sistema di trasmissione della posta certificata prevede una ricevuta telematica di consegna della comunicazione…Oggetto della notificazione è il documento informatico definito dall’ art. 20 comma 1D.Lgs. n. 82/2005 come “la memorizzazione su supporto informatico e la trasmissione con strumenti telematici conformi alle regole dell’art. 71”.

Il successivo … comma 2, attribuendo valore legale al documento informatico (ed al cartaceo sottostante) con l’identificazione del sottoscrittore, prevede che “il documento informatico sottoscritto con firma elettronica qualificata o con firma digitale, formato nel rispetto delle regole tecniche stabilite ai sensi dell’art. 71, che garantiscono l’identificabilità dell’autore, l’integrità ed immodificabilità del documento, si presume riconducibile ai titolare del dispositivo di firma ai sensi dell’art. 21 comma 2 e soddisfa comunque il requisito della forma scritta, anche nei casi previsti, sotto pena di nullità, dall’ art. 1350, primo comma, numeri da 1 a 12 del codice civile”.

Sulla base delle norme richiamate ed in particolare degli articoli 20 comma 2 e 71, D.Lgs. n. 82/2005, ritiene la Commissione che la notificazione per posta elettronica certificata della cartella di pagamento in formato .pdf, senza l’estensione “.p7m”, non sia valida e di conseguenza renda illegittima l’intera cartella impugnata allegata alla pec, appunto in tale formato.

La certificazione della firma è, infatti, attestata dall’estensione “.p7m” del file notificato…In difetto di detta estensione del file, la notificazione per posta elettronica certificata della cartella non è valida con illegittimità derivata della stessa cartella…”.

CTR di Milano, sent. n. 3700 del 22/06/2016.

“… nel caso in esame l’invio dell’atto … difetta anche degli elementi imprescindibili di una notifica, mancando il relativo avviso, la relata di notifica e risultando anche assente una qualsiasi firma digitale dell’atto da parte di un qualsiasi funzionario nominativamente individuato.

Il testo della mail di cui si controverte… riporta un testo che esprime non già una effettiva volontà notificatoria quanto piuttosto una mera “comunicazione”, quasi informale, con finalità poco più che conoscitive dell’atto tributario, comunicazione proveniente da un Ente che non è neanche rappresentato da un funzionario fisicamente identificato o identificabile.

Siamo indubbiamente fuori da ogni ipotesi di schema legale di notificazione, tanto che non può parlarsi di notificazione meramente nulla quanto piuttosto di notificazione del tutto inesistente, vizio radicale del procedimento notificatorio insuscettibile di sanatoria, specie in un caso come quello in esame in cui il ricorso tributario presentato dal contribuente è stato volto ad eccepire proprio l’inesistenza della notifica e prima di ogni altra difesa di merito.

In totale riforma della sentenza impugnata, dunque, va dichiarata l’inesistenza della notifica dell’atto … di cui si controverte…”.