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Perché la Notifica al Portiere, o ad altre persone, può far annullare una cartella esattoriale

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COSA SI INTENDE PER NOTIFICA TRIBUTARIA

Come abbiamo già accennato nel nostro Precedente Articolo in cui abbiamo argomentato la Notifica per PEC, quando il Fisco e, più in specifico, Equitalia vanta un Credito nei confronti di un Contribuente, perché questo venga estinto, col pagamento del danaro preteso, non basta indicarne l’ammontare in un Atto che presenti tutti gli elementi Formali.

E’, infatti, necessario, trattandosi di un Credito Pubblico e non privato, che vengano rispettate determinate procedure, la principale delle quali è la Notifica.

In diritto Tributario, che deve molto a quello Amministrativo, Notificare non significa semplice-mente “rendere nota” una azione intrapresa da un soggetto specifico ma, bensì, è con il perfezionamento della Notifica che si “porta a conoscenza” di un Contribuente il proprio debito, facendolo quindi “esistere” da quel momento.

E’ con “la conoscibilità legale” dell’atto Esattoriale da parte del Contribuente Destinatario, configurabile solo con il coinvolgimento di un Pubblico Ufficiale (messo Notificatore),  che si costituisce l’obbligo di provvedere al pagamento di una somma entro un preciso termine.

PERCHE’ LA NOTIFICA AL PORTIERE, O AD UN TERZO, PUO’ ESSERE INVALIDA

Innanzitutto il messo Notificatore deve, per almeno due volte, recarsi presso il domicilio fiscale del Contribuente (abitazione, ufficio, azienda) e cercarlo.

Dovrà quindi trovare lui od un familiare convivente, conferire “pubblica fede” al ritiro dell’Atto conforme all’Originale e redigere la cosiddetta Relata di Notifica dove attesterà la data, l’ora e luogo di consegna dell’Atto nelle mani del Destinatario, che appone la sua firma sulla stessa relata.

Nel caso, invece, in cui il Contribuente non sia presente al suo domicilio fiscale la Cartella Esattoriale, e gli atti successivi, possono essere consegnati nelle mani di terzi autorizzati al ritiro. L’art. 60 del D.P.R. 600 del 1973 prevede che questi possono essere:

persona di famiglia (che deve essere convivente), purche’ non minore di 14 anni o incapace;

gli addetti alla casa (o all’ufficio o azienda), purche’ non minori di 14 anni o palesemente incapaci;

il portiere dello stabile;

i vicini di casa che accettino il ricevimento;

Se il messo Notificatore riscontra la presenza di uno di questi soggetti deve consegnare l’Atto Esattoriale in busta chiusa (attestandone la qualifica ed identità nella relata di notifica), riportandone solo il numero cronologico dell’atto stesso (non debbono esserci segni, dati od indicazioni che potrebbero indicarne il contenuto).

In caso di consegna della Cartella al portiere, all’addetto od al vicino di casa, il Destinatario deve riceverne notizia tramite successiva raccomandata a/r di avviso (mai ordinaria/semplice).

Una prima interessante pronuncia della Cassazione è contenuta nella Sentenza n. 1258/2007, in cui è stato chiarito che la Notifica al Portiere è invalida se il Pubblico Ufficiale non da atto anche delle vane ricerche delle altre persone abilitate a ricevere l’atto (che devono essere almeno due) e se non avvisa il Contribuente Destinatario con raccomandata di avviso.

La mancanza di questi due elementi costituisce, quindi, un vizio che comporta l’invalidità della Notifica.

La raccomandata informativa è, inoltre, prevista dall’art. 60, D.P.R. 600/1973 così come modificato dal D.L. 4 luglio 2006, n. 223, convertito con modificazioni dalla L. 4 agosto 2006, n. 248. Tale disposizione, infatti, prevede esplicitamente che “se il consegnatario non è il destinatario dell’atto o dell’avviso, il messo consegna o deposita la copia dell’atto da notificare in busta che provvede a sigillare e su cui trascrive il numero cronologico della notificazione, dandone atto nella relazione in calce all’originale e alla copia dell’atto stesso. Sulla busta non sono apposti segni o indicazioni dai quali possa desumersi il contenuto dell’atto. Il consegnatario deve sottoscrivere una ricevuta e il messo da notizia dell’avvenuta notifica dell’atto o dell’avviso, a mezzo lettera raccomandata”.

L’obbligo di avviso al destinatario della consegna del plico nelle mani di terzi – con invio di una seconda raccomandata a/r – è stato, dipoi, confermato con la conversione del D.L. 248/2007 nella L. 31/2008. Quest’ultima, infatti, con l’art. 36 co. 2 – quater e quinquies – ha modificato l’art. 7 della L. 890/82, sancendo l’esistenza dell’argomentato obbligo per tali notifiche.

Recentemente la Suprema Corte, con sentenza n. 3595/2017, ha confermato l’orientamento giurisprudenziale asserendo che: “in caso di notifica nelle mani del portiere, l’ufficiale giudiziario deve dare atto, oltre che dell’assenza del destinatario, delle vane ricerche delle altre persone preferenzialmente abilitate a ricevere l’atto, onde il relativo accertamento sebbene non debba necessariamente tradursi in forme sacramentali, deve, nondimeno, attestare chiaramente l’assenza del destinatario e dei soggetti rientranti nelle categorie contemplate dal secondo comma dell’art. 139 cod. proc. civ., secondo la successione preferenziale da detta norma tassativamente stabilita. È pertanto nulla la notificazione nelle mani del portiere quando la relazione dell’ufficiale giudiziario non contenga l’attestazione del mancato rinvenimento delle persone indicate nella norma citata”.

La notifica a soggetti terzi (portiere ed altri abilitati), dunque, è sempre nulla quando la Relata di Notifica del Pubblico Ufficiale risulta priva dell’attestazione recante il mancato rinvenimento di altre persone legittimate a ricevere il plico, ex art. 139 c.p.c., e quando non viene prodotta, su richiesta del Contribuente, la successiva raccomandata (informativa) che deve essergli spedita per informarlo della consegna della Cartella, od atto successivo, nella mani di un terzo ben identificato.

La L. n. 205/2017 o Legge di bilancio 2018 (in vigore dal gennaio 2018), ha abolito l’obbligo, nel caso di notifica a persona diversa dal destinatario, che il messo notificatore debba dargliene notizia mediante una raccomandata c.d. informativa.

E’ stato, infatti, abrogato l’art. 7, comma 5, D.L. 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla L. 28 febbraio 2008, n. 31.

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