Rateizzazione Cartelle Equitalia

La Rateizzazione permette di Sospendere le Procedure e di Impugnare le Cartelle

COME ACCEDERE ALLA RATEAZIONE E COME PUO’ ESSERE REVOCATA

La disciplina relativa alla rateazione delle somme iscritte a ruolo è contenuta nell’art. 19, D.p.r. 602/1973 ed è stata recentemente modificata dall’art. 10, D.Lgs. 159/2015.

Le modifiche si applicano alle rateazioni concesse dal 22/10/2015, od in essere a quella data, ad oggi.

Si prevedono, in definitiva, tre tipologie di dilazione:

  1. la rateazione ordinaria, con ripartizione del pagamento in 72 rate mensili (comma 1);
  2. la rateazione ordinaria “in proroga”, con ulteriore periodo di dilazione fino a 72 mesi (comma 1-bis);
  3. la rateazione straordinaria, con aumento della dilazione, di cui ai punti precedenti, fino a 120 rate mensili (comma 1-quinquies). A quest’ultima può accedere solo un Contribuente – in rateazione ordinaria o in proroga – che si trovi in una comprovata e grave situazione di difficoltà.

L’istanza di Rateazione si presenta ad Equitalia che, protocollandola, rilascerà un documento che attesta entro quale data si concluderà il “procedimento amministrativo” di esamina ed eventuale concessione.

Il primo requisito che sarà verificato dall’Agente della riscossione riguarda il fatto che il Contribuente versi in una “temporanea situazione di obiettiva difficoltà”.

E’ doveroso evidenziare che, come da recente integrazione della norma, la concessione resta automatica se la somma, che si intende dilazionare, è pari o inferiore ad € 60.000. E’ sufficiente, in questi caso, che il Contribuente presenti l’istanza senza allegare nessun documento ma, semplicemente, dichiarando la temporanea situazione di difficoltà.

Nel caso in cui, invece, la somma rateizzabile ecceda l’importo suindicato, l’istanza deve essere corredata da Atti che documentino la condizione di “temporanea situazione di obiettiva difficoltà” dichiarata dal Contribuente.

L’Agente della riscossione, a conclusione del “procedimento amministrativo” di esamina dei requisiti per accedere alla dilazione, può avvisare il Contribuente 30 giorni prima, seguendo la legittima procedura di Notifica, della impossibilità a concederla.

Nei restanti 30 giorni il Contribuente può integrare la documentazione già allegata ed, in caso non riceva tale avviso, può impugnare il Diniego della Rateizzazione e ripresentare l’Istanza.

La proroga della rateazione già concessa, invece, resta subordinata al comprovato peggioramento della situazione di obiettiva difficoltà del Contribuente.

Importante novità riguarda, inoltre, la procedura di decadenza dal beneficio della rateazione contenuta nel comma 3.

Vengono ridotte da 8 a 5 le rate insolute, anche non consecutive, che sono sufficienti a far revocare la dilazione ma, a revoca avvenuta, è concessa la possibilità al Contribuente di riaccedere alla rateizzazione se le rate scadute vengono totalmente saldate.

COME SOSPENDERE L’AZIONE DI EQUITALIA CON LA RATEAZIONE

Il nuovo comma 1-quater prescrive che, protocollata l’istanza di rateazione, Equitalia non può iscrivere un nuovo fermo,  un’ipoteca o notificare un nuovo pignoramento.

Non possono, infatti, essere avviate nuove azioni esecutive fino all’eventuale rigetto od alla revoca.

I fermi, le ipoteche od i pignoramenti già attivati, invece, sopravvivono. I loro effetti, però, restano sospesi ed Equitalia non può continuare l’azione di recupero delle somme in essi presenti.

In caso di accoglimento dell’istanza, il pagamento della prima rata determina, ugualmente, l’impossibilità di proseguire le azioni di recupero già avviate, a meno che queste non siano in stato “avanzato”: “a condizione che non si sia ancora tenuto l’incanto con esito positivo o non sia stata presentata istanza di assegnazione…dei crediti pignorati”.

Si evidenzia, inoltre, che, se esiste un provvedimento amministrativo o giudiziale di Sospensione della riscossione, il Contribuente può sospendere i versamenti delle rate. Nel momento in cui la sospensione viene revocata, riprende il pagamento delle rate dovute o può chiedere una estensione del numero delle rate.

E’ doveroso, infine, che tutti i requisiti sovraesposti si estendono alla disciplina della Definizione Agevolata delle Cartelle, detta anche “rottamazione”, salvo le prescrizioni riguardanti il numero di rate massime, che restano 5, e sulla revoca del beneficio, che avviene anche per il mancato pagamento di una sola rata.

COME IMPUGNARE UNA CARTELLA ANCHE SE E’ STATA RATEIZZATA

Manca, però, una giusta riflessione, che si estrinseca in un importante principio di diritto che riguarda entrambi le procedure su descritte: “non si perfeziona alcun riconoscimento del debito alla presentazione, od al successivo accoglimento, di un’istanza di Dilazione / Rateazione”.

In altre parole, se un Contribuente è ancora nei termini per impugnare una Cartella, od altro Atto Esattoriale, può farlo tranquillamente anche se gli è stata accolta una istanza di Rateazione o di Definizione Agevolata, o se ha già pagato alcune rate. Naturalmente, perché ciò accada, non deve esserci stata alcuna rinuncia espressa, ad andare in Contenzioso, da parte del Contribuente.

Resta chiaro che se la Dilazione viene revocata è ancora più facile accedere al Contenzioso.

La stessa Corte di Cassazione, con sentenza dell’8 febbraio 2017, n. 3347, ha confermato, infine, che: «La rateizzazione…non costituisce acquiescenza». Valutando, infatti, un Ricorso di un Istituto religioso nei confronti di Equitalia, la Suprema Corte ha chiarito quali sono i requisiti che determinano la rinuncia all’impugnazione di un atto, vale a dire: «1) che una controversia tra contribuente e Fisco sia già nata e risulti chiaramente nei suoi termini…; 2) che la rinuncia del contribuente sia manifestata con una dichiarazione espressa o con un comportamento sintomatico particolare, purché entrambi assolutamente inequivoci».

A conferma della ulteriore finalità di una istanza di rateazione, e cioè quella di ottenere la sospensione delle procedure esecutive di Equitalia oltre che quella di dilazionare il debito, è intervenuta anche la C.T.P. di Roma, con sentenza n. 4265 del 20 febbraio 2017, che ha affermato: ”In relazione alla richiesta di rateazione…l’assunto dell’Agente della riscossione…che tale comportamento equivarrebbe ad acquiescenza del debito è da disattendere…infatti ha, oltre il principale scopo di rateizzare il debito, quello subordinato di evitare le procedure esecutive con la riserva di impugnazione”.

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