Sospensione della cartella

Come interrompere l’azione di Equitalia attraverso la Sospensione Legale della Riscossione

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L’Istituto  della “Sospensione Legale della Riscossione”, richiamato nell’art. 1 della Legge n. 228/2012, è nato, con un nome completamente diverso, per sostituire il “vecchio” strumento dell’Autotutela.

La modifica apportata dal D. Lgs. n. 159/2015, applicabile a partire dal 22 ottobre 2015 e che segue l’ultradecennale contrasto verso la Autotutela invocata dal privato cittadino,  non va completamente a favore del contribuente.

A cosa serve il Modulo denominato “sospensione legale della riscossione”?

Tale Istanza permette ai contribuenti di inoltrare al nuovo Agente della Riscossione una richiesta di sospensione automatica delle azioni intraprese, che siano cautelari (ipoteca o fermo dei veicoli) o esecutive (pignoramenti presso terzi etc.), al verificarsi di specifiche condizioni.

Il Modulo deve essere presentato presso qualsiasi Agente, non solo la vecchia Equitalia.

PRIMA CONDIZIONE

La nuova disciplina normativa ha previsto un nuovo termine di presentazione  del Modulo di sospensione della riscossione. Si passa dai vecchi 90 giorni, agli attuali  60 giorni, dal momento in cui viene notificato qualsiasi atto che contenga un debito vantato da Equitalia.

Se tale termine non viene rispettato, l’effetto automatico della Sospensione non ha efficacia.

Al debitore, quindi, viene ridotto il tempo per presentare la richiesta di sospensione e in più, rispetto al passato, la sua presentazione non tempestiva porta al non verificarsi dell’effetto sospensivo dell’azione di recupero del credito tributario.

Anche se la Sospensione viene presentata in tempo, ed immediatamente concessa, viene revocata quasi sempre entro i fatidici 60 giorni dalla presentazione. Questo perché, se il Contribuente non è in grado di dimostrare di aver già pagato o di aver vinto una causa, le altre cause hanno sempre minor importanza.

Resta, come chiarito da Circolare del Cndcec n. 31/IR 2013, obbligatoria la riesamina degli atti citati nell’Istanza (anche se più di una cartella), ma la sospensione automatica non opera se il Modulo viene presentato oltre i 60 giorni.

SECONDA CONDIZIONE

Non esiste più un Modulo di Sospensione che preveda “qualsiasi altra causa di non esigibilità del credito”!

Inizialmente la Legge n. 228/2012 prevedeva che “ entro novanta giorni dalla notifica, da parte del concessionario per la riscossione, del primo atto di riscossione utile … il contribuente presenta una dichiarazione, anche con modalità telematiche, con la quale documenti che gli  atti emessi … sono stati interessati:

a) da prescrizione o decadenza del diritto di credito sotteso, intervenuta in data antecedente a quella in cui il ruolo è reso esecutivo;

b) da un provvedimento di sgravio emesso dall’ente creditore;

c) da una sospensione amministrativa comunque concessa dall’ente creditore;

d) da una sospensione giudiziale, oppure da una sentenza che abbia annullato in tutto o in parte la pretesa dell’ente  creditore, emesse in un giudizio al quale il concessionario per la riscossione non ha preso parte;

e) da un pagamento effettuato, riconducibile al ruolo in oggetto, in data antecedente alla formazione del  ruolo stesso, in favore dell’ente creditore;

f) da qualsiasi altra causa di non esigibilità del credito sotteso.”.

Proprio la lettera f), contenuta nell’art. 1 della Legge succitata, è sembrata avere una portata eccessivamente ampia. Per questo motivo, il D.Lgs. n. 159/2015 ha soppresso tale clausola. E’ stato, infatti, chiarito che l’eliminazione della la lettera f) “si è resa necessaria al fine di evitare un uso strumentale dell’istituto”.

Ad oggi è possibile, quindi,  presentare la richiesta di sospensione legale della riscossione, secondo il comma 538 del medesimo articolo, solo nei casi dalla lettera a) alla lettera e).

Con tale modifica, pertanto, si è voluta palesemente ridurre la portata di tale strumento di tutela per i contribuenti.

TERZA CONDIZIONE

 E’ stato confermato il termine che ha l’ Ente Impositivo per rispondere alla Richiesta di Sospensione: 220 giorni, che decorrono dalla data di presentazione del Modulo presso Equitalia od altri Enti di Riscossione. Decorso questo termine, senza alcun riscontro, Le Cartelle e gli altri Atti sono annullati di diritto e l’Agente della Riscossione è automaticamente discaricato dai relativi ruoli con cancellazione degli stessi.

E’ doveroso, però, segnalare una novità anche su questo punto della norma. Dall’ottobre 2015, così specifica la novella “ L’annullamento non opera in presenza di motivi diversi da quelli elencati al comma 538 ovvero nei casi di sospensione giudiziale o amministrativa o di sentenza non definitiva di annullamento del credito“.

Restando quindi evidente la volontà di ridurre i casi di annullamento degli atti della fase di Riscossione, è abbastanza chiaro che la mancata risposta dell’ Ente decreterà l’annullamento soltanto di quelle cartelle o quegli atti la cui contestazione era stata fondata su uno dei motivi tassativamente elencati al comma 538 dell’art. 1 della legge 228/2012.

Inoltre, e cosa non meno importante, l’annullamento per mancato riscontro da parte dell’ente impositivo non sarà possibile per tutte le contestazioni fondate su una sospensione amministrativa o giudiziale, su sentenza di annullamento non definitiva e/o su vizi relativi alla notifica od alla motivazione degli atti. Eppure, alcune di queste ipotesi, integrano giuridicamente quelle elencate tra i motivi di contestazione.

ULTIMA, E PIU’ PERICOLOSA, CONDIZIONE

L’azione esecutiva, e di recupero coattivo, dell’Agenzia della Riscossione viene Sospesa, ma i termini di opposizione a qualsiasi atto esecutivo o esattoriale non vengono interrotti!

In altre parole, si può ottenere una Sospensione presentando l’Istanza, ma bisogna stare attenti a non far decorrere i 40/60 giorni che permettono di impugnare un Atto per non farlo divenire definitivo. Se non si prestasse attenzione tale Atto non sarebbe più impugnabile!